L'arte
Fra i monumenti
più significativi e amati della nostra città spiccano per indiscussa
importanza le chiese, che continuano a essere testimonianze vive
dell'essenza di un popolo e dei suoi sentimenti più nobili: la fede e la
religiosità. I nostri padri ebbero cura di edificare luoghi per il culto
e la lode a Dio e per tal fine li corredarono con opere di gusto e
realizzate da maestri facenti capo alle maggiori correnti artistiche in
voga nella vicina Napoli, indiscusso centro culturale europeo. A Torre del
Greco, specialmente nei secoli così detti d'oro del XVII e XVIII secolo,
furono chiamati i migliori artisti per ornare le chiese, in modo da
renderle belle e rispondenti all'esigenza spirituale del periodo.
In tale contesto a pieno titolo è inclusa la parrocchia di Santa Maria
delle Grazie, il cui complesso sorse e si impose in ambito cittadino quale
fruttuosa realtà religiosa, sociale e artistica. Essa contiene opere
d'arte che sono oramai patrimonio comune dell'intera comunità.
Dal punto di vista artistico, il complesso di Santa Maria delle Grazie
rappresenta una pietra miliare non trascurabile per Torre del Greco. È
doveroso ricordare gli affreschi che decorano parte del
monastero
dell'antico complesso: i più antichi risalgono al XVI secolo e sono situati in
quello che una volta era il refettorio, dove nella parete di fondo primeggia la
figura del
Padre Eterno
benedicente. Questa significativa figura che decorava il
refettorio ci è giunta insieme ad altre parti in cui è evidente la tipica decorazione a grottesche. il chiostro mostra, nei suoi quattro lati, l'unico ciclo di affreschi presenti in città, che si segnalano
innanzitutto per la superficie su cui si estendono e per il programma
iconografico rappresentato. Essi, databili nel XVII secolo, ripercorrono la vita di San Francesco e di altri santi e raffigurano in medaglioni dei prelati e dei superiori dell'ordine francescano coinvolti nella storia del complesso.
Il Beato Vincenzo Romano

Per circa 60 anni (1771-1831) il canonico Pasquale Lombardo,
fondatore del Ritiro della Visitazione presso il monastero annesso alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, fu legato da fraterna amicizia
al Beato Vincenzo Romano, di cui seguiva con schietta simpatia e santa emulazione le fatiche apostoliche e ne era altrettanto
ricambiato e incoraggiato dal suo santo amico. Durante il mese di luglio, consacrato dalla pietà popolare a Maria, Madre della Divina Grazia, e che costituiva un tempo quello che è per noi, oggi, il mese
mariano di maggio, e anche in altre occasioni, il Beato andava a predicare sulla Madre di Dio nel Ritiro della Visitazione, su invito
di Lombardo.
Egli, pur malandato in salute, giacendo infermo a letto in una stanza davanti alla portineria del Ritiro della Visitazione, depose ai
Processi Ordinari di Beatificazione di don Vincenzo Romano in modo attento, vivo e circostanziato. Le sue testimonianze hanno un valore documentario inestimabile, perché dei fatti raccontati Lombardo fu in
gran parte protagonista o testimone oculare o poté averne notizia certa dagli stessi protagonisti.
Il celeste patrocinio del Beato Vincenzo Romano verso la comunità di Santa Maria delle Grazie tutt'oggi si avverte, specie per i
benefici spirituali, ma anche con segni tangibili. Tanto è vero che uno dei due miracoli validi a proclamare Beato il nostro illustre
cittadino si ebbe proprio nel convento di Santa Maria, che ancora ci è testimoniato da suore che assistettero a tale prodigioso evento.
Maria Carmela Cozzolino, religiosa dell'Istituto dell' Addolorata e della Santa Croce, la mattina del 29 ottobre 1940 fu completamente
guarita da un carcinoma alla gola, diagnosticatole da illustri dottori, e che la portò a momenti di gravissima sofferenza. Fin dagli
esordi della malattia fu invocato il patrocinio del Venerabile, patrocinio
che non si fece attendere e che fu riconosciuto da Papa Paolo VI e fu utile per la maggior gloria in terra di Vincenzo
Romano.