La storia della chiesa della Madonna delle Grazie
 
La chiesa di Santa Maria delle Grazie a Torre del Greco fu eretta dai frati Minori Osservanti, detti comunemente "Zoccolanti" per il tipo di calzature che portavano insieme all’annesso monastero presso la porta di "Capo la Torre" su un piccolo promontorio, lontano dal centro abitato, a partire dal primo Maggio 1578.
La chiesa, già in origine dedicata alla "Madonna della Grazia", era sede della preghiera dei monaci anziani e convalescenti che si stabilivano nell’annesso monastero per beneficiare della salubrità dell’aria. Fin dal ‘600 il monastero fu sede vescovile.
In seguito all’abbandono del complesso da parte dei francescani, chiesa e monastero divennero sede, per la bontà della collocazione e la ricchezza delle strutture, di diversi ritiri ed ordini.
La lava dell’eruzione vesuviana del 1794 invase la chiesa per tutta la sua lunghezza e abbracciò il monastero che ora è a livello della strada.
La chiesa fu ricostruita secondo la struttura di quella originaria presumibilmente sul finire del 1800 anche se tale ricostruzione può considerarsi ultimata solo nel 1930.
Dal 1948 la chiesa, già Santuario durante il periodo borbonico, ha assunto il titolo di parrocchia e 50 anni dopo, il 14 febbraio 1998, è stata solennemente dedicata dall’arcivescovo metropolita di Napoli. 

 

L'arte

Fra i monumenti più significativi e amati della nostra città spiccano per indiscussa importanza le chiese, che continuano a essere testimonianze vive dell'essenza di un popolo e dei suoi sentimenti più nobili: la fede e la religiosità. I nostri padri ebbero cura di edificare luoghi per il culto e la lode a Dio e per tal fine li corredarono con opere di gusto e realizzate da maestri facenti capo alle maggiori correnti artistiche in voga nella vicina Napoli, indiscusso centro culturale europeo. A Torre del Greco, specialmente nei secoli così detti d'oro del XVII e XVIII secolo, furono chiamati i migliori artisti per ornare le chiese, in modo da renderle belle e rispondenti all'esigenza spirituale del periodo. 
In tale contesto a pieno titolo è inclusa la parrocchia di Santa Maria delle Grazie, il cui complesso sorse e si impose in ambito cittadino quale fruttuosa realtà religiosa, sociale e artistica. Essa contiene opere d'arte che sono oramai patrimonio comune dell'intera comunità.
Dal punto di vista artistico, il complesso di Santa Maria delle Grazie rappresenta una pietra miliare non trascurabile per Torre del Greco. È doveroso ricordare gli affreschi che decorano parte del
monastero dell'antico complesso: i più antichi risalgono al XVI secolo e sono situati in quello che una volta era il refettorio, dove nella parete di fondo primeggia la figura del Padre Eterno benedicente. Questa significativa figura che decorava il refettorio ci è giunta insieme ad altre parti in cui è evidente la tipica decorazione a grottesche. il chiostro mostra, nei suoi quattro lati, l'unico ciclo di affreschi presenti in città, che si segnalano innanzitutto per la superficie su cui si estendono e per il programma
iconografico rappresentato. Essi, databili nel XVII secolo, ripercorrono la vita di San Francesco e di altri santi e raffigurano in medaglioni dei prelati e dei superiori dell'ordine francescano coinvolti nella storia del complesso.

La facciata della chiesa è composta da due ordini divisi dal cornicione e termina con l’imponente statua della "Madonna delle Grazie" opera di Antonio Mennella.
La porta d’ingresso dell’attuale chiesa corrisponde al finestrone di quella originaria per questo motivo totalmente rifatta è la volta arricchita da tempere a muro di Raffaele Sammarco (1930)composte da sei "unghie" laterali (I 4 Evangelisti e 2 raffigurazioni di angeli) e, al centro, dalla Visitazione e dalla presentazione e circoncisione di Gesù, insieme con una finta cupola e la datazione della fine dei lavori di ristrutturazione.
L’altare, come tutto il resto della chiesa, è neoclassico, al centro di questo si erge il monumentale tabernacolo in marmi commisti con due Cherubini barocchi.
La chiesa attuale presenta due cappelle dedicate al "Sacro Cuore di Gesù" e alla "Madonna del Rosario"; la chiesa originaria, invece, era arricchita da quattro altari (Immacolata, Sant’Antonio, San Francesco e San Nicola).
Nella chiesa vi sono pitture su tela, su intonaco e su stoffa; sculture in legno e stucco; pezzi di argenteria e arredi finemente decorati. Vi si trova inoltre un corredo di vasellame in porcellana, notevole per quantità e qualità, e certamente unico a Torre, e ancora un'antica e solenne poltrona utilizzata dal Santo Padre Giovanni Paolo II, che l'11 novembre del 1990 visitò la nostra città.
Le statue della Madonna delle Grazie, dell’Ecce Homo, di San Francesco, dell’Addolorata, di Sant’Antonio e di San Giuseppe sono con ogni probabilità risalenti a prima dell’eruzione del 1794, sono in legno policromo con occhi di vetro.
 

Il Beato Vincenzo Romano

Per circa 60 anni (1771-1831) il canonico Pasquale Lombardo, fondatore del Ritiro della Visitazione presso il monastero annesso alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, fu legato da fraterna amicizia al Beato Vincenzo Romano, di cui seguiva con schietta simpatia e santa emulazione le fatiche apostoliche e ne era altrettanto ricambiato e incoraggiato dal suo santo amico. Durante il mese di luglio, consacrato dalla pietà popolare a Maria, Madre della Divina Grazia, e che costituiva un tempo quello che è per noi, oggi, il mese mariano di maggio, e anche in altre occasioni, il Beato andava a predicare sulla Madre di Dio nel Ritiro della Visitazione, su invito di Lombardo.
Egli, pur malandato in salute, giacendo infermo a letto in una stanza davanti alla portineria del Ritiro della Visitazione, depose ai Processi Ordinari di Beatificazione di don Vincenzo Romano in modo attento, vivo e circostanziato. Le sue testimonianze hanno un valore documentario inestimabile, perché dei fatti raccontati Lombardo fu in gran parte protagonista o testimone oculare o poté averne notizia certa dagli stessi protagonisti. 
Il celeste patrocinio del Beato Vincenzo Romano verso la comunità di Santa Maria delle Grazie tutt'oggi si avverte, specie per i benefici spirituali, ma anche con segni tangibili. Tanto è vero che uno dei due miracoli validi a proclamare Beato il nostro illustre cittadino si ebbe proprio nel convento di Santa Maria, che ancora ci è testimoniato da suore che assistettero a tale prodigioso evento. Maria Carmela Cozzolino, religiosa dell'Istituto dell' Addolorata e della Santa Croce, la mattina del 29 ottobre 1940 fu completamente guarita da un carcinoma alla gola, diagnosticatole da illustri dottori, e che la portò a momenti di gravissima sofferenza. Fin dagli esordi della malattia fu invocato il patrocinio del Venerabile, patrocinio che non si fece attendere e che fu riconosciuto da Papa Paolo VI e fu utile per la maggior gloria in terra di Vincenzo Romano.